
presentazione del libro
di e con
Salvatore Casaburi
Lettori Ciro Riccardo e Marina De Honestis
Chitarrista Maria Giovanna Siciliano Iengo
Moderatore della serata Carlo Panella, direttore del Vaglio.it
Una tormentata dichiarazione d'amore a una città unica, Napoli. Ricomponendo il mosaico delle percezioni, delle riflessioni, della rabbia e del disincanto, Casaburi trasforma in avvincente scrittura narrativa la vita urbana. Restituisce al "tempo della città" il suo carattere unitario e lo sottrae alle mode, agli stereotipi, ai compiacimenti estetizzanti. Il libro è dunque una stazione di sosta obbligata da cui ripartire per ricominciare a parlare di Napoli come città universale, soprattutto in un momento storico, come quello che stiamo attraversando, che impone di rifiutare l'abbraccio nefasto dei luoghi comuni. Un elogio del dubbio, perché solo i dubbi della ragione possono aprire le porte alla speranza. Per Napoli e per il Sud.
Salvatore Casaburi è nato a Napoli, a pochi passi da Porta Capuana, all’indomani della fine della seconda guerra. La piazza simbolo della città è spesso presente nei suoi racconti, trasformandosi in un’ideale Itaca a cui tornare, per poi riandare nell’altrove della narrazione. Agli studi sulla comunicazione culturale affianca la sua attività di scrittore.
Ha pubblicato: La casa sulle metropolitane. Della storia, della pazienza, della memoria e dell’oblio (Edizioni Intra Moenia, 1999); La lettera di Soterio (Dante & Descartes, 2002); Millenovecentocinquantasei. Disincanto napoletano (Dante & Descartes, 2005).
Collabora con il quotidiano «la Repubblica» e con la rivista della «Fondazione Premio Napoli».
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