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Luidig

Il filosofo del pop

20 Gen 2012

Claudio SottocornolaFilosofia, musica, costume, spiritualità e arte: un incontro con il 'filosofo del pop'

modera Donato Zoppo

Docente di filosofia, artista grafico, interprete, poeta e saggista, Claudio Sottocornola (1959) è una delle personalità più poliedriche e "irregolari" della cultura italiana degli ultimi anni. I suoi studi - che si traducono sia in pubblicazioni che in recital - sono accomunati dall'utilizzo delle categorie "popular" come chiave di lettura della contemporaneità e della storia italiana del '900. Proprio per questo motivo la stampa lo ha soprannominato "il filosofo del pop".

copertina I trascendentali traditi- Sottocornola

Intellettuale sempre inquieto, Sottocornola ha all'attivo numerosissimi eventi in Lombardia: recital, reading, lezioni-concerto e mostre fotografiche sono sempre frequentate, non solo dai suoi studenti.

Per la prima volta a Benevento, il 20 gennaio Claudio Sottocornola sarà intervistato da Donato Zoppo e presenterà al pubblico sannita la sua stimolante e originale attività, in particolare il suo ultimo saggio 'I trascendentali traditi', dedicato a Pier Paolo Pasolini.
In occasione dell'evento, Luidig esporrà anche alcuni collage realizzati dal professore e appartenenti al progetto 'Eighties', dedicato agli anni '80.

Biografia

Claudio Sottocornola, ordinario di Filosofia e Storia a Bergamo, si è laureato con una tesi in Storia della teologia all’Università Cattolica di Milano e ha insegnato Discipline religiose, Materie Letterarie, Scienze dell’educazione.  Scrittore, giornalista pubblicista iscritto all’Ordine dal 1991, studioso e interprete del popular, ha pubblicato su varie testate italiane servizi, studi, interviste relative ai fenomeni della musica pop-rock dagli anni ’50 ad oggi, alla storia della televisione italiana, del varietà, del cinema, delle arti visive. Ha collaborato inoltre con emittenti radio e TV, ove ha trasmesso in particolare “speciali” con interviste e medaglioni di Storia della canzone italiana.

Dalla metà degli anni ’70 la sua attività culturale si caratterizza per una tenace ricerca poetica che ispirandosi all’ermetismo assume le più disparate influenze, da Pavese a Prévert al cinema, soprattutto di grandi autori italiani, di cui Sottocornola è un attento indagatore.

Docente di “Storia della Canzone e dello Spettacolo” presso la “Terza Università” di Bergamo, ha affiancato negli ultimi quindici anni alla ricerca scientifica in tale ambito, una ricerca estetica e creativa che lo ha portato in studio di registrazione per indagare origini e nuove modalità interpretative dei classici della canzone italiana, con incursioni anche nell’ambito anglosassone.

Ha pubblicato 3 cd, “L’appuntamento” (2004), “L’appuntamento 2 (i classici...)” (2005), “L’appuntamento 3 (Ma l’amore no: quaderno delle origini)” (2005), che raccolgono una selezione dei suoi “studi”, realizzati fra il 1994 e il 2001: la trilogia affronta il meglio della canzone pop e d’autore in Italia.

Numerosi gli incontri e le interviste-ritratto realizzate, fra gli altri, con Paolo Conte, Angelo Branduardi, Ivano Fossati, Enrico Ruggeri, Rita Pavone, Milva, Ornella Vanoni, Gianni Morandi, Anna Oxa, Mia Martini, Carla Fracci, Alberto Lattuada, Nino Manfredi, Giorgio Albertazzi, Teo Teocoli, Gene Gnocchi, Wanda Osiris, Raimondo Vianello, Sandra Mondaini, Heather Parisi, Catherine Spaak, Mara Venier, Pierangelo Bertoli, Caterina Caselli, Amedeo Minghi, Bruno Lauzi, Vittorio Sgarbi, Gianna Nannini, Enzo Jannacci...

Dal 2004 Claudio Sottocornola Claude è in tour con una serie di lezioni-concerto e di omaggi alle grandi voci della “Storia della canzone moderna”, che vengono replicati per ogni tipo di pubblico (Teatri, Scuole, Comuni, Terza Università, locali che propongono buona musica...), e che presentano, nell’ambito del pop, un innegabile valore pionieristico, associando in modo assolutamente inedito espressione artistica e approccio storico-critico entro il medesimo evento, che si struttura come un indimenticabile one-man show apprezzato da pubblico e stampa.

A questo nel 2006 si aggiunge il DVD “L’Appuntamento/the video”, che contiene riprese in studio di brani selezionati fra quelli proposti nella trilogia, e associando parole, musica e immagini, consegna al pubblico la dimensione multimediale della ricerca attraverso un inedito “concerto virtuale”.

Nel 2007, in contemporanea con la mostra itinerante delle opere, esce il DVD multimediale “80’s/Eighties (laudes creaturarum ’81)”, testimonianza degli anni '80 attraverso 40 collages giovanili dal sottotitolo "avere 22 anni nel 1981...": una sorta di “lauda pop” nella quale pubblicità, moda, divi, personaggi degli anni '80 e opere d'arte di sempre si articolano come un inno alla sacralità del profano, a partire dal ricordo dell’estate ’81, in cui le opere vennero composte di getto. Il volumetto e la mostra “Anteprima” anticipano poi con versi e collages l’imminente pubblicazione dell’antologia poetica. Anche questa esperienza documenta la straordinaria passione interdisciplinare che anima la ricerca dell’autore.

Nel 2008 pubblica “Giovinezza…addio. Diario di fine ‘900 in versi” (1974-1994), che raccoglie poesie scritte dall’autore fra i 15 e i 35 anni e costituisce una specie di “romanzo di formazione” che ha per scenario la fine del secolo e del millennio. L’opera attesta una lunga ricerca dell’autore nel mondo della parola, che approda dall’ermetismo delle origini ad una speciale attenzione per la cultura pop contemporanea e i linguaggi musicali e iconici sottesi. A completare la proposta il cd “L’appuntamento/collection”, allegato alla raccolta, con venti canzoni pop, rock e d’autore registrate fra il 1994 e il 2001. Dall’opera, oggetto di una diffusa e favorevole attenzione critica, viene tratto il recital “I migliori anni della nostra vita”, in cui l’autore racconta, fra poesia e canzoni live, la storia italiana dagli anni ’60 ad oggi.

“Nugae, nugellae, lampi” (2009) rappresenta l’integrazione poetica e fotografica della precedente silloge, confermando un vivo interesse per l’interazione e la contaminazione dei linguaggi, e presenta una prima selezione del percorso per immagini “Il giardino di mia madre e altri luoghi”. Il recital “Quaderno di liceo”, che accompagna la presentazione del volume, propone un viaggio a ritroso negli anni ’70, alla ricerca del mythos fondativo, in un connubio di suoni, parole, immagini tra storia personale e sociale.

Nel 2010 è la volta della mostra itinerante “Il giardino di mia madre e altri luoghi”, commosso tributo visivo alla memoria della madre mancata in anni recenti, con 250 scatti fotografici di giardino e paesaggi, e una sezione di ritratti, raccolti anche in un suggestivo percorso multimediale sulle note de “I pattinatori” di Waldteufel abilmente rivisitate, e accompagnati da interessanti testi critici. Il tutto nell’ambito di un discorso sulla “cura” e sulla responsabilità che si estende “dai luoghi del mondo alla relazione fra le persone” (il dvd viene infatti anche finalizzato a un’iniziativa benefica per il mondo del volontariato, nel quale Angela Belloni Sottocornola, che il percorso di immagini vuole ricordare, era attivamente impegnata).

“The gift” è il volumetto che Sottocornola decide di dare alle stampe e regalare agli studenti in occasione degli Esami di Maturità 2010, quasi “testamento minimo” di un docente di Filosofia che parla della possibilità di “dono” e impegno a partire da un contesto post-moderno che si sforza di recuperare e tematizzare gli input dell’antropologia biblica e classica, nonché gli assunti della gnoseologia moderna e della Ermeneutica contemporanea, di cui si assume soprattutto la vitale categoria di “interpretazione”, atta a suscitare dialogo e capacità di mediazione.

Con “Il pane e i pesci” (quattro volumi in cofanetto per un totale di quasi mille pagine), che raccoglie scritti realizzati dall’autore fra il 1980 e il 2010, siamo di fronte ad un tentativo di “compendio” di un’intera esperienza spirituale, fra autobiografia, teologia e giornalismo, entro lo scenario contemporaneo caratterizzato da una crisi del discorso sul sacro e sul simbolo, che l’autore tenta invece di recuperare nei suoi rapporti con il territorio e la memoria. Il primo volume, “La spiritualità eucaristica di Charles de Foucauld nella sua vita”, prende in esame la suggestiva esperienza del grande mistico ed esploratore francese , con particolare attenzione alla dimensione della “adorazione”; il secondo volume, “Scritti cristiani per la gente di Colognola”, propone una serie di articolo redatti fra gli anni ’80 e ’90 su volontariato e animazione del territorio di un quartiere alla periferia di Bergamo, con interviste a missionari, analisi di encicliche e spaccati di vita quotidiana; il terzo, “Scritti spirituali giovanili, citazioni, appunti, aforismi”, si presenta come uno zibaldone di pensieri da San Paolo a Jim Morrison, con numerose riflessioni dell’autore stesso, quasi  “diario di formazione” nel passaggio dalla giovinezza alla maturità. “My status quaestionis 2010” è invece un volumetto introduttivo che, in modo paradossale e divergente, vuol fare il punto su globalizzazione, scristianizzazione e mutate antropologie, sforzandosi di cogliere  “le ragioni dell’altro”.

IL 2011 vede Sottocornola celebrare l’anniversario dell’unificazione nazionale con “Una notte in Italia”, ciclo di cinque lezioni-concerto presso l’Auditorium della Provincia di Bergamo, che si propone di affrontare il vasto repertorio della canzone popolare italiana come veicolo di unità linguistica e culturale nazionale, in particolare dagli anni ’50 ad oggi, e lo fa coinvolgendo nella propria performance artistica e musicale studenti universitari e liceali fra canto, danza, poesia e recitazione nel riuscito tentativo di formulare un tributo originale e innovativo a quanto di meglio può offrire l’identità italiana.

Una dedica a Pier Paolo Pasolini e una critica del contemporaneo a partire da una prospettiva straniante, quella della filosofia medievale rivisitata alla luce dell’Ermeneutica contemporanea, è invece il tema del pamphlet “I trascendentali traditi”, presentato nel dicembre 2011.  

Per Sottocornola, infatti, filosofia e poesia, musica e arte in genere, sono espressioni di una medesima ricerca, che punta a realizzare condizioni di equilibrio ermeneutico entro una realtà aporetica e contraddittoria come quella contemporanea, grazie all’assunzione della categoria di interpretazione come strumento epistemologico più idoneo a decifrarla.

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A proposito di “80’s/Eighties (laudes creaturarum ’81): i collages”
Testi critici

Un grande affresco degli anni '80
di Raffaella de Simone

Guardando l'insieme dei 40 collages di "Eighties", abbiamo davvero la sensazione di trovarci di fronte alla composizione di un grande affresco che, giorno dopo giorno, attimo dopo attimo, attraverso riviste, giornali, periodici e mensili, rappresenta, come in un grande puzzle, la costruzione di momenti ermeneuticamente significativi, alle soglie del nuovo decennio.
Le stagioni artistiche di Claudio Sottocornola attraversano una biografia densa di ricerche e di incontri, in una scansione di passaggi molto diversi fra loro. I suoi primi contatti con lo studio dell'arte, all'epoca del Liceo scientifico, l'esperienza del viaggio nella Firenze rinascimentale, e gli studi negli Stati Uniti d'America costituiscono le tappe di una vera e propria iniziazione.
In particolar modo, Sottocornola matura la convinzione di una sintesi necessaria fra "antico e moderno, sacro e profano, accademico e rivoluzionario", fino alla scoperta, attraverso gli studi precedenti alla maturità, negli Stati Uniti d'America, del museo Guggheneim, della pop-art con Andy Warhol e Lichtenstein, di M. Hopper, e alla visione di opere d'arte e artisti i più vari, dall'informale all'espressionismo astratto.
Al ritorno in Italia, sviluppata definitivamente la passione per la letteratura e la filosofia durante gli ultimi anni del Liceo, nasce in Sottocornola il desiderio di avvicinarsi a contenuti che lo conducano ad approfondire il contatto con le proprie radici: è un periodo di forte contrazione interiore, seguito da una inaspettata dinamica di rinascita, che coincide peraltro con la scelta di dedicarsi in modo più radicale alla ricerca filosofica.
Nei primi anni '80, dando corpo a incubi, ispirazioni e suggestioni artistiche maturate forse negli Stati Uniti, ne tenta una composizione armonica che si esprime nel ciclo di "Eighties", cercando compagni di viaggio sia in epoche lontane, come l'Antichità Classica (di cui compaiono numerose citazioni nei collages: uno è dedicato all'allora recente scoperta dei "Bronzi di Riace" a Reggio Calabria) ma anche e soprattutto nella contemporaneità, per esempio delle "cose americane", per la cui estetica pop egli avverte grande nostalgia.
Come nei cicli pittorici di Warhol, aventi per oggetto prodotti di largo consumo presi indifferentemente dal mondo del cinema e della politica (i volti delle "stars"...) o dagli scaffali di un supermercato (le bottiglie di Coca Cola o le scatole di zuppe precotte Campbell's), anche Sottocornola sceglie, seleziona, ritaglia, incastra, decostruisce e ricostruisce a partire dalle immagini della pubblicità, della moda, della cronaca e dello sport, delle auto, delle attrici e degli attori... E poi incolla su grandi fogli dai colori particolarmente vivaci (rosso, giallo, blu) attraverso la tecnica del collage (come già Picasso e Braque avevano in altre epoche sperimentato), in una libera interpretazione compositiva con forme, colori, elementi appartenenti alla vita quotidiana e all'arte, al mondo profano e a quello dello spirito, agli oggetti del consumo come al paesaggio naturale di quegli anni.
Nei collages sono costantemente presenti "velocità e tecnologia", aspetti avvertiti negli anni '80 come un percorso ineludibile. E tuttavia l'autore, attraverso un puntuale e costante sguardo al passato storico-artistico (ad es. con il tema ricorrente della natività), sembra voler dilatare l'ambito della riflessione.
Il passato, il presente ed il futuro sono, quindi, aspetti costantemente presenti nelle elaborazioni di Sottocornola, ove già si trovano tracce della sua vocazione filosofico-storica, segni di esistenza ricondotti al mistero della metamorfosi. Sottocornola, per esempio nel collage 30, che cita alcune fra le più importanti opere sacre del Rinascimento italiano, come la "Natività mistica" di S. Botticelli e la "Madonna dal collo lungo" del Parmigianino, trae ispirazione dal sentimento religioso per esprimere la consapevolezza dell'evolversi della vita, oltre ogni orizzonte, in un indeterminato futuro.
"Oltre l'orizzonte" sembra essere poi il tema che prevale anche nel collage 40, dove l'estensione del mondo naturale si può cogliere nella presenza di una strada alberata che corre, sulla quale appare all'osservatore una figura di spalle paragonabile ad alcune opere del romantico tedesco C.D. Friedrich.
Nell'opera di Sottocornola è sempre presente la figura umana, sia essa appartenente al mondo sacro che profano, inserita all'interno di uno spazio naturale o architettonico virtualmente infinito: essa vive di questa superba visualizzazione ed ha, nel cromatismo dell'autore, l'elemento ordinatore di un sentimento sempre sorvegliato, sino allo sfilacciamento dell'ultimo accostamento di colore. Un mondo di essenzialità pura, nel quale la presenza autorale, in luogo di limitarsi alla semplice messa in scena di eventi o alla denuncia appassionata che spesso li accompagna, è responsabile anche, nella sua vasta umanità, di una partecipazione totale e condivisa.
Ed è nella gestualità dell'unione cromatica che la presenza dell'autore si materializza, in ogni lavoro, mediante la testimonianza sincera di tonalità studiate, a volte morbide con velature accarezzanti, a volte stracciate in tagli diagonali, a volte dinamiche per ruvidi accostamenti. Anche la definizione di spazi e l'ambientazione di piani e contestualizzazioni obbedisce a questa regola scenografica, scandita dal movimento cromatico che unisce e amplifica il pathos tematico, cui si mette a servizio l'implicita presenza di un disegno di supremo rigore e l'ariosità mossa e ventosa di una precarietà altamente simbolica.
La rassegna del ciclo "Eighties/80's (laudes creaturarum '81)", con le sue selezionate presenze, aiuta a ricostruire qualcosa del lungo itinerario di queste storie, di questi momenti anche propri, di questi colori vividi, vibranti e sinceri come l'esperienza umana, professionale ed artistica di Claudio Sottocornola, che non a caso, nella sua ricerca, associa oggi a immagini e parole, la musica della voce nei suoi applauditi recitals sul pop.


Una "modernità classica", il fascino di "Eighties/'80s"
di Dario Franchi

Nel titolo dato da Claudio Sottocornola a questa serie di collages creati nel 1981 con ritagli di riviste, titolo che usando il latino allude alle laudi di francescana memoria e usando l'inglese allude alle mode linguistiche della modernità, è esplicitata tutta la volontà dell'autore di mescolare sacro e profano, cultura alta e cultura popolare, cultura antica e cultura contemporanea.
E' quello che in effetti Claudio Sottocornola sostiene di voler fare nelle sue interviste quando manifesta la volontà di superare la contrapposizione tra cultura tradizionale e cultura di massa, dando dignità culturale a manifestazioni effimere (qui è la pubblicità delle riviste a costituire il materiale di base) e inserendo elementi di cultura tradizionale (l'ordine compositivo, la citazione di opere famose) nei pastiches fotografici che ci vengono proposti.
L'operazione artistica compiuta da Claudio Sottocornola è analoga a quanto egli farà in anni più recenti in campo musicale: recuperare brani musicali d'epoca, assai noti a livello popolare, farne una lettura critica, ma anche reinterpretativa, in una sorta di revival, dove il confine tra documentazione d'epoca e ri-creazione è assai labile o indistinguibile.
Anche questi manifesti fotografici dell'inizio degli anni '80 sono una testimonianza di un'epoca ormai storicizzabile, immagini pregnanti di una società, un modo di vivere che ha trovato nella pubblicità il canale ideale per manifestarsi; ma questi collages sono anche assemblati in modo creativo, esteticamente significativo e perciò essi ci comunicano la personalità dell'allora giovanissimo autore, la sua visione ottimistica in linea con la filosofia degli anni '80.
I collages della serie “Eighties/80’s” sono in effetti una specie di "laude" del figurativo degli anni '80: immagini belle e attraenti che comunicano vitalità, leggerezza, movimento, espansione…
In questa "modernità classica", in questo equilibrio tra effimero e ordine sta, a mio parere, il segno e il fascino dei collages "80's/eighties" di Claudio Sottocornola.


"Eighties/80's": una favola mitologica e premonitrice
di Luca Catò    

Il sacro, come ipotesi di indagine, si appoggia nella sua azione ermeneutica agli strumenti della comunicazione di massa. In virtù, però, del carattere del seme iniziale, il lavoro non è mai dissacratorio, mai critico, mai ostile. Ogni quadro emana un senso di gioia, un anelito all'ordine e, nell'incontenibile disordine, un desiderio alla festa... gaiezza, gioia, espansione e, in pieno spirito assisiate, lode! In ciò è principalmente differente dalla pop art e dall'informale che sono i mondi artistici di riferimento per Claudio.
Siamo perciò davanti ad una lauda moderna, assolutamente religiosa, animata da un'autentica, permanente innocenza… A noi non resta che osservare. Passare in dettaglio i dettagli. Cogliere il ritmo dell'insieme, lasciandoci condurre dallo spirito, da quella forza immateriale che ha preso per mano un ragazzo all'inizio degli anni ottanta e gli ha sussurrato una favola mitologica e premonitrice.


Tra suono, forme e colori:
il gesto misterico di uno sciamano
di Agostino Bacchi

Credo che poche persone abbiano cercato un loro personale percorso espressivo con tanta intensità, con così bruciante fervore come ha fatto Claudio Sottocornola.
Da sempre, fin da quando ha intuito che poteva esserci un modo per comunicare il proprio stato d'animo, le proprie emozioni, con un veicolo che potesse essere recepito universalmente, egli ha cercato di dare una forma misterica ai suoi messaggi dell'anima.
Lo ha fatto sia per mezzo dell'espressione visiva, sia con la parola scritta, che attraverso la musica ed il canto. Come filosofo, intende l'arte come suprema categoria dello spirito e, come tale, ricerca costante dello strumento comunicativo più adeguato.
I suoi recitals mi danno l'impressione del canto e del gesto misterico e mistico dello sciamano guaritore.  Musica, canto, gesto, forma, colore per comunicare stati d'animo, cultura, poesia…

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