Da Ornella Muti a Giovanni Paolo II, da Giorgio Benvenuto a Brooke Schields, da Nancy Reagan al principe Carlo... e poi Dalila di Lazzaro, Adriano Panatta, Carolina di Monaco, Sandra Milo, Bruce Springsteen, le top model... ma anche il digestivo Antonetto, la spider Alfa Romeo, le scarpe Brooks, i divani Chateau d'Ax, Drakkhar parfum d'homme... e ancora (sullo sfondo di una natura acquosa e pervasiva, già un po' virtuale) citazioni di Michelangelo, Cellini, Piero della Francesca, Botticelli, Parmigianino, Gaugain, Picasso, Guttuso... quasi a costituire un'ideale Sistina degli anni '80...
E' questo l'effetto del ciclo figurativo "80's/Eighties" realizzato nel 1981 da un giovane autore-filosofo, allora ventiduenne. In esso, forse all'insegna di un neo-rinascimento virtuale, egli celebra i segni e i simboli di un decennio effimero e scintillante, con uno sforzo di redenzione dei feticci dell'arte, della moda e della pubblicità. E attraverso di essi, ai limiti della provocazione, intona la sua "laudes creaturarum", ispirato da un'icona di Cimabue giuntagli in dono, e proiettato verso un'attualità post-moderna.
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